

La Brindisi che correva in Vespa: settant’anni di storia ritrovata
C’è stata un’epoca in cui Brindisi era una capitale della Vespa nel Mezzogiorno. Oltre 500 soci, raduni che riempivano le strade, gare di abilità al Campo Sportivo, il Giro Vespistico d’Italia che attraversava la città e il Giro dei Tre Mari che faceva tappa qui. Era la fine degli anni Cinquanta e l’inizio dei Sessanta, la Vespa era il simbolo di una libertà nuova, e il Vespa Club Brindisi — fondato nel 1957 — era uno dei più grandi e attivi del Sud Italia.
Poi il tempo ha fatto il suo lavoro: il club si è spento negli anni Settanta, i soci hanno preso altre strade, le foto sono finite nei cassetti. Fino a oggi. Il 3 febbraio 2026 il Vespa Club Brindisi è rinato con l’affiliazione al Vespa Club d’Italia, e in pochi mesi ha già raggiunto 140 soci. Il 16 settembre, nel corso di una serata al ristorante PicNic, il club ha compiuto il gesto più significativo della sua nuova vita: ha nominato Silvio Giovine Socio Onorario per il 2026 — un uomo che era iscritto al vecchio club tra gli anni ’50 e ’70 e che ha custodito per decenni le foto, i ricordi e la memoria di quel periodo.
Le prove sui giornali: 1959 e 1960
Che non siano solo ricordi lo dimostrano i ritagli di stampa dell’epoca, conservati per decenni e oggi donati al nuovo club da Silvio Giovine. Articoli del 1959 e del 1960 raccontano di raduni partecipati, gare sportive e di una Brindisi che viveva la Vespa come fenomeno sociale — non solo come mezzo di trasporto. Quei ritagli ingialliti sono oggi tra i documenti più preziosi della memoria motoristica della città.
Silvio Giovine: la memoria che torna a casa
Il 16 settembre 2026, nella cornice del ristorante PicNic, il Presidente Ezio Potenza ha consegnato a Silvio Giovine la tessera di Socio Onorario e l’attestato deliberato all’unanimità dal Consiglio Direttivo. Giovine ha accolto il riconoscimento con commozione, ricordando gli anni in sella e un legame con il club che non si è mai davvero spezzato.
“È un onore per tutti noi premiare la fedeltà e la passione di un socio storico come Silvio” ha dichiarato il Presidente Potenza. “Lui rappresenta la memoria storica e i valori più puri e autentici del nostro Vespa Club.” Ma Giovine non ha portato solo i suoi ricordi: ha donato al club una straordinaria documentazione fotografica d’epoca — gli scatti che vedete in questo articolo — restituendo un pezzo di storia di Brindisi che rischiava di andare perduto.
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